L’oppìa

L’oppìa

 

“E’ il maresciallo De Stefani che parla. Ma Gesuino non risponde. Voi lo notate sempre.

E’ strano che lo vediate solo voi quell’impercettibile “no” con la testa.

Visione periferica?

Strano che nessuno guardi i gesti involontari.

Tutti concentrati sulla parola.

Ma voi avete passione per queste cose. E le avete pure studiate. E che fior di maestri avete avuto. Di quelli che vi fanno solo domande e aspettano pazienti le risposte.

……….

Però per voi è più difficile. Vi devono pagare perché possiate fargli delle domande. Roba da ricchi la psicanalisi. Ce li avevate pure, due o tre pazienti. Ma allora era proprio roba da carbonari. E poi eravate troppo giovani. Ci vuole il fisico per curare i nevrotici.

E gli psicotici. poi.

Ci vuole la barba bianca, l’occhiale da miope, il naso a becco, un po’ da gipeto. E poi bisogna guarire per primi.

Altrimenti non si possono guarire gli altri.

E neanche si deve, soprattutto.

………

Gesuino Nèmus, insieme a Matteo Trudìnu, racconta, o meglio fa raccontare, in questo romanzo dalle tinte gialle, una terra sarda ricca di magia e di silenzio, di percorsi aspri e sconosciuti agli italici, di visioni poetiche e profetiche e la verità finisce per essere affissa al portone della chiesa in quattro fogli di carboncino bianco.

“Certo, le 95 di Lutero erano teologicamente  e “leggermente” più importanti e profonde ma, quando si cerca la verità, bisogna sapersi accontentare”.

 

Oh Platò, m’asséssi  fincias e amigu, ma sa beridàdi…(Platone mi è amico, ma mi è molto più amica la verità).

Gesuino Nèmus è nato in un piccolo paese dell’Ogliastra. Ha lavorato duramente fin dall’infanzia per sopravvivere e pagarsi gli studi.

LA TEOLOGIA DEL CINGHIALE,  di Gesuino Némus- Lit Edizioni Srl 2015

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